L'educazione alla Scelta e alla Consapevolezza è un programma di educazione terapeutica nella cura dell'obesità e del BED
giovedì 24 dicembre 2015
martedì 21 luglio 2015
Grazie ad Anna che ha voluto condividere con noi il suo percorso di vita.
Mi presento, sono Anna Tricarico 49 anni , ho aderito al progetto Casco lo scorso anno, prima visita giugno 2014 peso 101 kg. dalla Dott .ssa Lubrano.
Nel mese di settembre effetto il primo day hospital e già di mia spontanea volontà, avevo perso qualche chilo, proprio perché avevo deciso di fare qualcosa per perdere peso. In quella giornata ho fatto prelievi e colloqui e ho ricevuto dal mio Nutrizionista Dott. Merola il nr del Dott. Prosperi.
Dopo contatti e colloqui ho iniziato questo percorso alla ricerca di uno stile di vita , di una ricerca di tempo da dedicare a volersi bene, ad ascoltarsi e a motivare chi con te percorreva la stessa strada. Dieta, meditazione, camminare, ascoltarsi, conoscere, capire, imparare...sono tutte cose che ho fatto e che continuerò a fare.
I risultati ci sono stati, a volte mi sono fermata a volte ho ottenuto poco, a volte tanto. Mando le foto del prima e del dopo per metterci la faccia come mi ha proposto la dott.Guidi .
Ringrazio tutti. A.Tricarico.
lunedì 9 marzo 2015
martedì 17 febbraio 2015
La Paura
Grazie Marco per aver raccontato la tua paura
Cosa é la paura? è
una sensazione di angoscia che ti prende e ti immobilizza, che ti rende inerme
e non puoi reagire, sei come immobilizzato, ti viene da urlare ma la voce non
ti esce, vorresti scappare ma le gambe non si muovono, é come se il cervello si
sia "scollegato" dal resto del corpo, hai paura e la paura per me è
sempre uguale, sia davanti un rapinatore armato o davanti il conto del
commercialista (che poi più o meno è la stessa cosa) la mia paura più grande è
davanti un buffet, davanti un frigorifero o in una cena con amici, ho paura
anzi ho il terrore, un fottuto terrore di tornare come prima...questa è la mia
più grande paura, quella che mi blocca le gambe e non mi fa scappare da quel
buffet, perché con un rapinatore riesco a reagire, con il mio commercialista un
po’ meno...ma davanti al buffet vorrei correre, correre via, ma è difficile e
quindi come già sai, mando avanti mia moglie. Si, in questo caso è lei che mi
difende, ed io per questo non mi sento un vigliacco!!!
sabato 14 febbraio 2015
domenica 1 febbraio 2015
Dieta: modo di vivere
Grazie a Marco. che continua a salire sulla scala della sua
vita
Ho
cercato sul vocabolario la parola "dieta" e questo è quello che ho
trovato...
Dieta
[dal lat. diaeta, gr. δίαιτα «modo di vivere»].
Nell’antica medicina greca, il complesso delle norme di vita (alimentazione,
attività fisica, riposo, ecc.) atte a mantenere lo stato di salute; oggi, con
sign. più limitato, alimentazione quantitativamente e qualitativamente
definita, rivolta a conseguire scopi terapeutici o preventivi...
Io
la dieta l'ho fatta e la sto facendo, è difficile e lo è ancora di più fare la
dieta quella vera, non quella scritta con le quantità giornaliere, quella per
un po’ ci riesco, quella difficile è la prima descritta nel vocabolario...lo
stile di vita, cioè il tutto insieme, il movimento, il cibo, le quantità, la qualità
ecc. è difficile ma quando riesco...che soddisfazione...la mia autostima in una
scala che va da 1 a 100 arriva a 100, di conseguenza tutto è più bello, tutto
migliora, mi sento più sicuro con la famiglia, con il lavoro, con la
socializzazione verso gli altri, ma sopratutto con me stesso e con la mia fisicità,
ho voglia di uscire, frequentare gente, cercare i vecchi amici che non avevo
più cercato perche non volevo fargli vedere come mi ero ridotto. È difficile,
ma si può fare, bisogna essere consapevoli, capire che è un percorso da fare
con gli aiuti e condividere sia i risultati positivi che quelli
"fallimentari "
Un mio amico e collega "de panza" Vito, ha scritto e descritto benissimo un momento "fallimentare" uno di quei momenti in cui per svariati motivi, che possono essere di lavoro, sentimentali o altro, diventiamo come il dott. Jekyll e mr Hyde, dimenticando tutti i buoni proposti, tutti i consigli e i sacrifici fatti, per ingurgitare quanto più cibo possibile, per poi tornare nella realtà, rendersi conto del "fallimento" e piangere lacrime di coccodrillo...ma ogni fallimento può diventare un mattone per costruire quella scala in salita che ci porterà in cima e alla nuova rinascita, una scala da salire in compagnia di chi ci può dare un aiuto con l'intelligenza di accettarlo. Purtroppo non ci sono ascensori, qualcuno cercherà di farvelo credere ma è una scala da fare con le proprie gambe, al massimo con una mano appoggiata sulla spalla di qualcuno.
Un mio amico e collega "de panza" Vito, ha scritto e descritto benissimo un momento "fallimentare" uno di quei momenti in cui per svariati motivi, che possono essere di lavoro, sentimentali o altro, diventiamo come il dott. Jekyll e mr Hyde, dimenticando tutti i buoni proposti, tutti i consigli e i sacrifici fatti, per ingurgitare quanto più cibo possibile, per poi tornare nella realtà, rendersi conto del "fallimento" e piangere lacrime di coccodrillo...ma ogni fallimento può diventare un mattone per costruire quella scala in salita che ci porterà in cima e alla nuova rinascita, una scala da salire in compagnia di chi ci può dare un aiuto con l'intelligenza di accettarlo. Purtroppo non ci sono ascensori, qualcuno cercherà di farvelo credere ma è una scala da fare con le proprie gambe, al massimo con una mano appoggiata sulla spalla di qualcuno.
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