L'educazione alla Scelta e alla Consapevolezza è un programma di educazione terapeutica nella cura dell'obesità e del BED
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martedì 21 maggio 2024
Sono grata....
Grazie a M.M. per aver scritto le sue considerazioni sul percorso di Educazione Terapeutica:
Sono grata ai professionisti dell’Educazione Terapeutica per l’accoglienza, il sostegno, il prodigarsi, l’esserci sempre.
L’Educazione Terapeutica mi ha insegnato a prendere tempo, a riflettere prima di agire, a valutare cosa è meglio per me, per vivere la mia migliore vita possibile, e agire di conseguenza.
L’Educazione Terapeutica mi ha cambiata – in meglio – nelle relazioni, mi ha consentito di affrontare in maniera diversa le problematiche sul lavoro, che adesso mi appaiono importanti ma distanti.
Con l’Educazione Terapeutica ho apprezzato la solidità e la solidarietà del gruppo; c’è sempre qualcuno pronto a sostenerti (i professionisti, il gruppo stesso) e tu stessa puoi essere di sostegno agli altri.
L’Educazione Terapeutica mi ha insegnato a gestire le emozioni e lo stress, a viverle per quelle che sono, a cercare la strategia migliore per vivere al meglio la propria vita.
La mindfulness insieme con l’Educazione Terapeutica conduce alla consapevolezza, all’accettazione senza giudizio, all’attenzione verso il proprio respiro per arrivare a uno stato di benessere e serenità.
L’Educazione Terapeutica mi ha reso consapevole che quando si cade ci si può rialzare, che una vittoria non è per sempre e anche una sconfitta non è per sempre. Si cade, ci si rialza, si cade ancora e ci si rialza di nuovo: è il ciclo della vita.
L’Educazione Terapeutica mi ha insegnato a non vergognarmi della mia obesità, che il percorso verso la guarigione è insidioso e altalenante, e che l’obesità deve essere considerata come una malattia cronica, dove la malattia non va identificata con la persona: non l’obeso, ma la persona affetta da obesità. E il peso non deve essere l’unici parametro per valutare lo stato di salute di una persona. Occorre restituire dignità alla persona anche combattendo lo stigma.
Nei gruppi di Educazione Terapeutica sui disturbi del comportamento alimentare (DCA) ci vengono forniti gli strumenti per affrontare in maniera specifica e mirata questo problema; ogni nuovo ciclo di incontri è una scoperta e un incoraggiamento verso la gestione corretta della patologia.
venerdì 18 gennaio 2019
Non arrendersi MAI e sorridere SEMPRE
Grazie a Valeria per aver voluto condividere la sua esperienza
"Ciao,
mi chiamo Valeria e ho quasi 42 anni. Quando ho iniziato il mio
percorso pesavo quasi 100kg e ora a distanza di 3 anni 80kg. Sono due
anni che ormai mi mantengo stabile (o per lo meno non ho ripreso
peso) grazie alle linee guida che ho appreso durante gli incontri di
educazione terapeutica.Per me sono stati veramente fondamentali nel
mio percorso di rinascita. Ho iniziato considerando il tutto come
l'ultima spiaggia. Sono arrivata in V clinica medica con l'idea di
fare l'intervento allo stomaco. Ero disperata, depressa e molto
arrabbiata con me stessa e con il mondo. La mia autostima era pari a
zero. Qui mi è stato consigliato di seguire gli incontri con il
dottor Prosperi di educazione terapeutica. Devo dire che ero molto
sfiduciata. Negativa. Non credevo più a niente. Vedevo tutto
difficile e la rabbia montava sempre di più. Ma ero determinata.
Dovevo cambiare. Avevo tentato il suicidio. Stavo per buttarmi di
sotto quando la voce di mia figlia, che mi chiamava, mi ha salvata.
Dovevo cambiare. Dovevo farlo per lei.Dovevo darle un esempio
positivo. Cosi durante questi incontri ho
imparato
prima di tutto ad essere consapevole di me stessa e poi del mondo
circostante. Ho imparato a gestire le mie emozioni, soprattutto la
rabbia che mi portava a mangiare in continuazione. Ho imparato a
trovare delle alternative al cibo. Prima lui era il mio nemico-amico.
Croce e delizia. Era il luogo dove trovare consolazione e arma di
punizione nello stesso tempo. Ma grazie agli incontri ho imparato a
reinquadrarlo nella giusta dimensione. Adesso il cibo è fonte di
sostentamento. Non è più il mio nemico. Non è più un mio amico.
Perchè ho trovato finalmente in me stessa ciò di cui avevo bisogno.
Ho scoperto di avere la forza per non ricorrere a scorciatoie
autolesioniste (tra l'altro). Il primo ciclo è stato fondamentale
per la mia rinascita. Il secondo invece è stato rivelatore. Mi si
sono aperti gli occhi su tutto. Vedevo me e vedevo gli altri intorno
a me in maniera diversa. E ho cominciato a mettere me stessa al
centro del mio mondo. I cambiamenti sono stati notevoli. Ho iniziato
a dire "No" quando qualcosa mi creava fastidio e il mondo
non è crollato. Ho iniziato a riprendere fiducia in me stessa.. ad
amarmi. Il terzo ciclo è stato come fissare il tutto. Mi ha dato la
stabilità che cercavo. Ora mi sento forte. Certo, le crisi ogni
tanto ci sono perchè i problemi del quotidiano non mancano mai, ma
ho imparato a gestirle. Il fatto di non aver più ripreso peso (anzi
nonostante gli "sgarri" che mi concedo sto continuando a
scendere) è sintomo che sto seguendo la strada giusta. Mi concedo i
miei spazi. Coltivo le mie passioni e amicizie. Mi sono tolta di
dosso tutte quelle persone negative che mi opprimevano seppur
involontariamente (mi sono separata nel frattempo). Mangio sano, bevo
molta acqua. Quando posso mi concedo la mia passeggiata. Faccio ciò
che mi fa stare bene. Ho iniziato questo viaggio perchè volevo
dimagrire e l'ho "finito" modificando il mio stile di vita.
Perchè in fondo la dieta è questo.. è stile di vita! Grazie dottor
Prosperi.. grazie di cuore. Se oggi sono una persona sicura di se
stessa, del suo potenziale, con una forza interiore stabile è grazie
a lei e al suo staff per non avermi mollato un secondo (soprattutto
all'inizio che ero proprio antipatica e ostile!
).
Spero che la mia testimonianza possa essere di aiuto a qualcuno. La
cosa importante è non mollare mai. Anche il più piccolo
miglioramento è UN miglioramento. Il segreto è darsi obiettivi
raggiungibili di volta in volta.
Non arrendersi MAI e sorridere
SEMPRE.
In
bocca al lupo a tutti"
mercoledì 17 gennaio 2018
Buoni propositi
Grazie ad Elena per aver voluto condividere la sua esperienza.
Buoni propositi 2017. Ogni anno sempre gli stessi, in particolare:
“Dimagrire!”. Comincio a sentirmi rassegnata, valuto la possibilità di
rivolgermi alla chirurgia bariatrica. Ma aspetta, potrebbe essere proprio
l’ultima spiaggia. Vengo a conoscenza del fatto che al Policlinico ci sarebbe
un team di Dottori in grado di aiutarti a 360°, allora mi dico: “Beh, di diete
ne ho provate tante. Ma il supporto dell’Educazione Terapeutica proprio mi
manca!”
Mi metto in contatto al più presto possibile con il
Dott. Prosperi, che anche se non faccio ancora parte del gruppo di Educazione Terapeutica,
mi invita gentilmente a partecipare ad alcuni eventi. Percepisco da subito la
possibilità di vedere le cose in maniera positiva, un’angolazione ben
differente.
Successivamente inizio questo percorso di Educazione
Terapeutica, conosco delle persone meravigliose e nonostante le proprie
problematiche ognuno riesce a condividere del bene. I consigli più preziosi
vengono trasmessi dal Dott. Enrico Prosperi e la Dott.ssa Giada Guidi che formano
un team indispensabile per me.
Mi hanno aiutata a capire che io “sono una persona”,
non sono soltanto una “figlia”, una ”moglie” ed una “mamma”, sono Elena! Quello
che prima pensavo fosse “egoismo” oggi ho scoperto che si chiama “Amor Proprio”
quindi se mi voglio bene, stanno automaticamente meglio anche coloro che mi
circondano. Inoltre ho capito che stare bene non significa soltanto
“fisicamente” ma soprattutto interiormente.
Grazie ad una serie di esercizi che ho appreso durante
gli incontri di “Educazione Terapeutica: Educazione alla Scelta e
Consapevolezza” basati sulla Mindfulness, ho recuperato il mio spazio, il mio
posto. Una nuova “consapevolezza” delle mie esigenze, di una nuova me stessa e
quindi ho fatto la “scelta” di essere la protagonista della mia vita! Ogni
giorno.
Buoni propositi
2018? Continuare alla grande
così!
martedì 28 marzo 2017
Giorni di riflessione
Grazie ad Elisa per aver voluto condividere il suo percorso.
Questi sono giorni di riflessione. Con
molta probabilità perché mi trovo a pensare più volte con estrema
tenerezza a quell'Elisa che circa un anno fa sentiva per la prima volta
nominare un certo Dott. Prosperi facente fantomatiche cose di cui non capivo
molto quando mi veniva accennato da chi come me era in fila per i controlli
alla nutrizione. Detto ciò, questa è una parte della storia. L'altra parte
nasce da un pomeriggio recente in cui mi sono trovata in palestra in mezzo a
chiacchiere tra allenatori e colleghe di morbidezze, più o meno eccessive, non
conta molto. Ciò che conta è quello che ho provato; ho ripercorso questi mesi
da quando abbiamo fatto l'esercizio di quel fottutissimo “yogurt alla fragola” e da quando ho ripreso le mie
scarpe da ginnastica sporche di polvere ma con la suola quasi nuova. E
niente..ho imparato tanto. E sebbene mi dico che avrei statisticamente potuto
fare meglio con la mia cara nemica bilancia, in realtà so che probabilmente ho
(abbiamo...io con voi) fatto molto di più. Ho scoperto di avere un corpo, lo
sento, eccome se lo sento. Ho uno stomaco che povero non è infinito e
soprattutto parla. Eccome se parla, in realtà è un gran rompi coglioni. Conosco
la differenza tra mangiare con lo stomaco e con la testa. Strano a dirsi ma, ho
imparato a camminare e lavorare in piedi con le gambe. È non scherzo, prima
facevo tutto con la schiena.
E credetemi, alla sera è cosa ben
diversa..la schiena ringrazia ogni volta che mi da la buonanotte. Camminata
dopo camminata ho acquisito una postura nuova, la schiena è dritta
perché..brutto a dirsi ma è cosi..la pancia pesa di meno. Cammino e le
ginocchia non si toccano. È soprattutto non "orseggio" più, quasi
quasi potrei camminare su una trave. Miracolo dei miracoli.
Ho imparato che piuttosto che 4
hamburger, sono molto più gustosi e confortanti e compenso per un'emozione
4 minuti di meditazione, specialmente alla sera invece di perdermi nelle
tante frustrazioni della giornata. Ho imparato a credere che un cambiamento è
possibile, che mangiare sano non fa così schifo ma che anzi tutto ha un suo
sapore, probabilmente molti a me ancora sconosciuti. Ma sopratutto che il cibo
è nutrimento e non un vestito per quei vuoti emotivi che credo abbiamo tutti,
magri compresi. Ho imparato che una caduta non è un fallimento ma semplicemente
una pausa tra un respiro e l'altro. Ciò che conta è riprendere immediatamente a
respirare. Ho capito che il mio corpo si merita la possibilità di
continuare a crescere sano così esattamente come è nato. Ho imparato che la mia
lotta contro la mia obesità merita rispetto cura e dedizione anche da chi mi
vuole bene, altrimenti cade in una grande contraddizione umana. Ma soprattutto
merita la mia di attenzione. Oggi so che non sono un secchio della spazzatura.
Sto imparando a guardarmi esattamente per quello che sono allo specchio, senza
prendermi in giro e nascondermi dietro un dito, che tanto non c'entro. Ho
imparato che Elisa è voce del verbo amare. Sono obiettivi raggiunti questi?
SI. E ne sono felice. Non sono salva da niente, mai. E non mi interessa ieri ne
tantomeno domani, mi interessa che oggi è un giorno bello perché è sempre un
giorno dedicato a me. Semplicemente.
lunedì 27 marzo 2017
Io non immaginavo mai...
Grazie a Lorenza per il contributo e l'impegno nel raggiungere il suo obiettivo.
Io non immaginavo mai e poi mai che a 50 anni potevo cambiare il mio modo
di vivere la mia alimentazione e credere che cambiando stile di vita io mi
sarei trovata bene. Perché dico questo?
Perché sono nata in una famiglia
dove il cibo era vita per tutti. Il cibo era affetto. Mi riempivano il piatto e
lo dovevo finire che era peccato buttarlo. Quando veniva un ospite si
mangiavano 4 primi, 3 secondi, antipasti,
frutta, formaggio e dolce. Si manifestava così l'affetto e il piacere di averli
come ospiti. Io sono cresciuta con questa cultura, con questa mentalità e con
queste abitudini. Quindi non è mai stato facile seguire uno stile di vita o una
dieta, perché se non mangiavi voleva dire che eri malata, non potevi avere la
forza per lavorare. Insomma il grasso era bello. Il magro era
malato.
Quindi oggi che sto cambiando abitudini alimentari e di vita, non ci credo
neanche io in primis che ce la sto facendo ad uscire da un sistema che mi stava
distruggendo.
Oggi capisco perché fino a 18 anni, quando ero in forma, si litigava a casa.
Perché ero diversa, non mangiavo come loro volevano. Io ero la
ragazza che la sera beveva una tazza di tè, mentre loro si facevano 10 mila
cose fritte e mi dicevano che io ero secca e brutta.
Poi sposando un pugliese è stato peggio, perché lo sapete come si mangia in
Puglia. Quindi ero condannata. Però a 20 anni sono andata via di casa e mi sono trasferita a
Roma, a 300 km dai miei genitori. Incominciai
a sentire quella mancanza di affetto e forse ho mangiato tanto perché quando
mangiavo trovavo l’affetto!!!!. Sbagliando, ma era così. Poi
quando decisi di iniziare una dieta mio figlio mi disse “mamma voglio fare lo
chef”. Allora mi son detta è un destino crudele il mio con il cibo, perche
quando cucinava mio figlio non potevo non mangiare, non assaggiare. Mi sono
lasciata trascinare finché è arrivato il giorno che ho detto basta, non posso
farmi del male per far piacere agli altri, e ho iniziato a pensare a me, ad
amarmi e volermi bene e piacermi. Ma senza di voi non ci sarei mai riuscita.
So che ancora lunga la strada ma riuscirò a raggiungere il mio obiettivo.
martedì 21 marzo 2017
Foto del 2° concorso "La Vita è...Meravigliosa"
2° Concorso fotografico svolto il 18 marzo 2017, in occasione della Giornata Nazionale di Sensibilizzazione sui Disturbi Alimentari.
Grazie a tutti o partecipanti
venerdì 11 novembre 2016
#Consapevolezza
Ho
iniziato il mio viaggio a Febbraio 2015;sono partita con un bagaglio di 137Kg
che mi pesavano sul corpo e nell’anima. Grazie ad una mia amica sono venuta a
conoscenza del Progetto CASCO al Policlinico Umberto I di Roma. Dopo una visita
iniziale ed una serie di day hospital, mi è stato proposto un intervento di
chirurgia bariatrica, la Sleeve gastrectomy. Non ho mai pensato che la mia
strada fosse quella e così ho rifiutato. Sono stata indirizzata da una
nutrizionista, la dott.ssa Asprino che con la sua infinita disponibilità e
competenza, mi ha aiutata a capire che il cibo per me sarebbe stata la migliore
medicina, se usato in modo consapevole. Nel frattempo mi ha affidato nelle mani
del Prof.Prosperi e della Dott.Guidi per dei corsi di Educazione Terapeutica di
gruppo (Educazione alla Scelta e Consapevolezza). Mi hanno insegnato a
riconoscere le mie emozioni e a fare qualcosa di importante con esse; mi hanno
fatto capire che si può provare a cambiare stile di vita e cercare nuovi
interessi. Attraverso tecniche di Mindfulness mi hanno portato ad affrontare
diversamente il rapporto che avevo con il cibo, ho imparato a riconoscere la
sazietà per sapermi auto regolare durante un pasto. Ora so anche come
comportarmi in modo corretto durante i momenti di convivialità senza
abbuffarmi, ma cercando di stare bene insieme mangiando il giusto. Ho
affiancato a tutto ciò, già dai primi giorni l’attività fisica. Il progetto
prevede una serie di visite e controlli con dei medici dello sport al Foro
Italico. Sono seguita dal Dott. Placentino che dopo un controllo iniziale mi ha
dato un piano di allenamento giornaliero che mi sta aiutando a perdere peso in
modo costante attraverso la camminata veloce. È stato un anno piuttosto
impegnativo, mi sono concentrata molto su me stessa, ma era necessario; durante
questo periodo ho perso 65 Kg. Il mio viaggio non è terminato, infatti sto
continuando il percorso di Educazione alla Scelta e Consapevolezza grazie alla
Società Italiana di Educazione Terapeutica. Sono riuscita a cambiare stile di
vita grazie a tutti i medici che ho incontrato durante il trattamento(un grazie
anche alla mia attuale nutrizionista la dott.ssa Marocco),ma soprattutto
all’impegno e alla costanza che ogni giorno impiego per raggiungere la meta.
venerdì 17 giugno 2016
Risotto con zucchine e gamberetti
Grazie a Carla per aver condiviso una ricetta sicuramente gustosa e leggera!
Oggi ho portato in tavola questo RISOTTO CON
ZUCCHINE E GAMBERETTI. Veloce e gustoso!
Ingredienti x 4 persone:
- 600 gr di gamberetti sgusciati e zucchine
tagliate a dadini (anche surgelati)
- 280 gr di riso flora classico
- 1/2 cipolla bianca affettata
- 30 gr di Philadelphia light
- 1 cucchiaio di olio extra vergine oliva
- sale q.b.
Esecuzione:
In una padella ampia e fonda (tipo Wok)
1. Far appassire la cipolla nell'olio
aggiungendo qualche cucchiaio di acqua
2. Versare il misto gamberetti e zucchine,
salare e cuocere a fuoco medio mescolando e aggiungendo 1 o 2 bicchieri di
acqua e 30 gr. di Philadelphia a fine cottura
3. Lessare il riso, scolarlo al dente e
versarlo nella padella con il misto gamberetti e zucchine
4. Mescolare facendo attenzione a non far
asciugare troppo la pietanza
5. Servire ben caldo!!!
Buon appetito!!! ☺️
Carla
sabato 26 dicembre 2015
L'INVISIBILE
Grazie a Carla che ha voluto
condividere questo suo momento di vita. Di vera vita, perché solo quando ci
emozioniamo possiamo dire di essere davvero vivi.
Ho il
privilegio di lavorare nel centro storico di Roma, vicino al Pantheon e a
Piazza Navona. Tutti i giorni durante i miei spostamenti in questa zona
meravigliosa incrocio carovane di turisti provenienti da tutto il mondo,
scolaresche in gita, manifestanti di vario genere e...tanti mendicanti.
Italiani e stranieri, con o senza menomazioni fisiche esibite, più o meno
insistenti: tutti chiedono soldi, umilmente o con una certa veemenza. Non faccio elemosine, non mi
interessano le loro storie, non voglio pensare ad un loro eventuale
sfruttamento da parte di terze persone. Per me ormai sono diventate figure
invisibili.
Poi è
accaduto qualcosa: in una di quelle belle e soleggiate giornate di dicembre non
più autunnali e non ancora invernali ho deciso di pranzare mangiando un panino
seduta su una panchina e, felice della mia scelta, ho iniziato a guardarmi
intorno. Persone, da sole o in gruppo, mi passavano davanti sul
largo marciapiede più o meno velocemente e chiassosamente e dalla mia panchina
ho iniziato ad osservarle con meno distrazione di quella che di solito riservo
alla popolazione della strada. Ed è stato a quel punto che mi sono resa conto
della presenza, proprio di fronte a me, di un uomo anziano che, seduto su un
piccolo sgabello a ridosso di un muro, guardava anche lui i
passanti. Ma sembrava non vederli. Accanto a lui un piccolo cagnolino, seduto
composto e silenzioso come il suo padrone, e una scatola per raccogliere
qualche moneta lasciata cadere con distrazione da persone più fortunate. Dalla mia
postazione ho iniziato ad osservare quest'uomo, anziano ma non troppo, vestito
di povere cose ma non di stracci, non trasandato e silenzioso; ogni tanto
accarezzava il suo cagnolino che, senza scomporsi, si beava di quella
manifestazione di affetto. Mi sono chiesta quale fosse il suo passato, perché
fosse costretto a mendicare, quali altri affetti ci fossero nella sua vita
oltre al suo piccolo cane. Mentre pensavo a tutto questo, ciò che mi colpiva di
più era la dignità con cui l'uomo rimaneva seduto e in silenzio, con i suoi
occhi che guardavano il mondo che gli passava davanti e la sua mano rugosa che
accarezzava il cagnolino. Non so esattamente per quanto tempo sono rimasta a
guardare, pensare, immaginare prima di riuscire a tornare alla mia realtà fatta
di orari da rispettare, appuntamenti, impegni, programmi. Mi sono avvicinata
all'uomo anziano con il cane e, salutando, ho messo nella sua scatola quanto
necessario per permettergli di mangiare e non soltanto di sfamarsi. Non
dimenticherò facilmente lo sguardo di quell'uomo che per ringraziarmi si è
alzato dal suo sgabello e chinando leggermente il capo ha puntato i suoi occhi
azzurri nei miei. Ci siamo guardati per pochi interminabili secondi e ognuno di
noi ha visto un essere umano di fronte sé. A me non accadeva da molto tempo:
l'invisibile era di nuovo visibile.
martedì 21 luglio 2015
Grazie ad Anna che ha voluto condividere con noi il suo percorso di vita.
Mi presento, sono Anna Tricarico 49 anni , ho aderito al progetto Casco lo scorso anno, prima visita giugno 2014 peso 101 kg. dalla Dott .ssa Lubrano.
Nel mese di settembre effetto il primo day hospital e già di mia spontanea volontà, avevo perso qualche chilo, proprio perché avevo deciso di fare qualcosa per perdere peso. In quella giornata ho fatto prelievi e colloqui e ho ricevuto dal mio Nutrizionista Dott. Merola il nr del Dott. Prosperi.
Dopo contatti e colloqui ho iniziato questo percorso alla ricerca di uno stile di vita , di una ricerca di tempo da dedicare a volersi bene, ad ascoltarsi e a motivare chi con te percorreva la stessa strada. Dieta, meditazione, camminare, ascoltarsi, conoscere, capire, imparare...sono tutte cose che ho fatto e che continuerò a fare.
I risultati ci sono stati, a volte mi sono fermata a volte ho ottenuto poco, a volte tanto. Mando le foto del prima e del dopo per metterci la faccia come mi ha proposto la dott.Guidi .
Ringrazio tutti. A.Tricarico.
lunedì 9 marzo 2015
martedì 17 febbraio 2015
La Paura
Grazie Marco per aver raccontato la tua paura
Cosa é la paura? è
una sensazione di angoscia che ti prende e ti immobilizza, che ti rende inerme
e non puoi reagire, sei come immobilizzato, ti viene da urlare ma la voce non
ti esce, vorresti scappare ma le gambe non si muovono, é come se il cervello si
sia "scollegato" dal resto del corpo, hai paura e la paura per me è
sempre uguale, sia davanti un rapinatore armato o davanti il conto del
commercialista (che poi più o meno è la stessa cosa) la mia paura più grande è
davanti un buffet, davanti un frigorifero o in una cena con amici, ho paura
anzi ho il terrore, un fottuto terrore di tornare come prima...questa è la mia
più grande paura, quella che mi blocca le gambe e non mi fa scappare da quel
buffet, perché con un rapinatore riesco a reagire, con il mio commercialista un
po’ meno...ma davanti al buffet vorrei correre, correre via, ma è difficile e
quindi come già sai, mando avanti mia moglie. Si, in questo caso è lei che mi
difende, ed io per questo non mi sento un vigliacco!!!
sabato 14 febbraio 2015
domenica 1 febbraio 2015
Dieta: modo di vivere
Grazie a Marco. che continua a salire sulla scala della sua
vita
Ho
cercato sul vocabolario la parola "dieta" e questo è quello che ho
trovato...
Dieta
[dal lat. diaeta, gr. δίαιτα «modo di vivere»].
Nell’antica medicina greca, il complesso delle norme di vita (alimentazione,
attività fisica, riposo, ecc.) atte a mantenere lo stato di salute; oggi, con
sign. più limitato, alimentazione quantitativamente e qualitativamente
definita, rivolta a conseguire scopi terapeutici o preventivi...
Io
la dieta l'ho fatta e la sto facendo, è difficile e lo è ancora di più fare la
dieta quella vera, non quella scritta con le quantità giornaliere, quella per
un po’ ci riesco, quella difficile è la prima descritta nel vocabolario...lo
stile di vita, cioè il tutto insieme, il movimento, il cibo, le quantità, la qualità
ecc. è difficile ma quando riesco...che soddisfazione...la mia autostima in una
scala che va da 1 a 100 arriva a 100, di conseguenza tutto è più bello, tutto
migliora, mi sento più sicuro con la famiglia, con il lavoro, con la
socializzazione verso gli altri, ma sopratutto con me stesso e con la mia fisicità,
ho voglia di uscire, frequentare gente, cercare i vecchi amici che non avevo
più cercato perche non volevo fargli vedere come mi ero ridotto. È difficile,
ma si può fare, bisogna essere consapevoli, capire che è un percorso da fare
con gli aiuti e condividere sia i risultati positivi che quelli
"fallimentari "
Un mio amico e collega "de panza" Vito, ha scritto e descritto benissimo un momento "fallimentare" uno di quei momenti in cui per svariati motivi, che possono essere di lavoro, sentimentali o altro, diventiamo come il dott. Jekyll e mr Hyde, dimenticando tutti i buoni proposti, tutti i consigli e i sacrifici fatti, per ingurgitare quanto più cibo possibile, per poi tornare nella realtà, rendersi conto del "fallimento" e piangere lacrime di coccodrillo...ma ogni fallimento può diventare un mattone per costruire quella scala in salita che ci porterà in cima e alla nuova rinascita, una scala da salire in compagnia di chi ci può dare un aiuto con l'intelligenza di accettarlo. Purtroppo non ci sono ascensori, qualcuno cercherà di farvelo credere ma è una scala da fare con le proprie gambe, al massimo con una mano appoggiata sulla spalla di qualcuno.
Un mio amico e collega "de panza" Vito, ha scritto e descritto benissimo un momento "fallimentare" uno di quei momenti in cui per svariati motivi, che possono essere di lavoro, sentimentali o altro, diventiamo come il dott. Jekyll e mr Hyde, dimenticando tutti i buoni proposti, tutti i consigli e i sacrifici fatti, per ingurgitare quanto più cibo possibile, per poi tornare nella realtà, rendersi conto del "fallimento" e piangere lacrime di coccodrillo...ma ogni fallimento può diventare un mattone per costruire quella scala in salita che ci porterà in cima e alla nuova rinascita, una scala da salire in compagnia di chi ci può dare un aiuto con l'intelligenza di accettarlo. Purtroppo non ci sono ascensori, qualcuno cercherà di farvelo credere ma è una scala da fare con le proprie gambe, al massimo con una mano appoggiata sulla spalla di qualcuno.
Dottor Jekyll e Mr Hyde
Grazie a Vito, perchè non è facile condividere le proprie difficoltà. L'importante però è ricordarsi che dopo una caduta possiamo sempre rialzarci e riprendere il cammino.
È arrivata l'ora del pranzo, ho fame, il mio cervello
inizia ad inviare messaggi, ma sono messaggi veri? Me lo domando perché quello
che mi capita è molto strano o i messaggi che arrivano sono errati o il mio
lettore non funziona e quindi non sono conformi alle mie necessità. Questo
riesco ad accorgermi solo dopo aver "mangiato".Mi sembra di essere 2
persone in un unica persona come il Dottor Jekyll e Mr Hyde. La prima persona,
quando non ho fame , mi sento forte, sicuro, mi sento che non posso cadere in
eccessi e sicuro di non cadere alle tentazioni.
Poi quando arriva la Fame ecco che entra la seconda persona, mi trasformò, divento intrattabile, nervoso, ostile, mangio senza riflettere, mi ingozzo di cibi che non so cosa siano. Poi quando la Fame si placa e si addormenta riecco quella persona di prima, mi pento, mi faccio tante domande e tanti perché: dove è andata la mia sicurezza e la mia forza? Perché non riesco a fermare le mie compulsioni? Cosa serve mangiare tanto? Perché si diventa nervosi ed ostili? Quale parte del mio cervello non funziona? Ho poca considerazione di me e muoio di vergogna, tanto che non riesco a vedermi allo specchio, mi vergogno di scrivere come mi sento. Mi vengono in mente le parole del medico:" ricordatevi l'obbiettivo, la respirazione, è solo questione di allenamento". Queste cose mi debbono venire in mente prima che mi trasformo no dopo. Pensavo che stavo per uscire dal tunnel, mentre la strada è molto lunga. È proprio vero, la sicurezza è una brutta cosa, non devo mai lasciare la guardia devo stare sempre attento , vigile. Andiamo avanti, ricominciamo, prima o poi vincerò questa battaglia, ne ho vinte tante questa non posso assolutamente perderla ci tengo troppo sia per me, per la mia salute, che per la mia famiglia.
Poi quando arriva la Fame ecco che entra la seconda persona, mi trasformò, divento intrattabile, nervoso, ostile, mangio senza riflettere, mi ingozzo di cibi che non so cosa siano. Poi quando la Fame si placa e si addormenta riecco quella persona di prima, mi pento, mi faccio tante domande e tanti perché: dove è andata la mia sicurezza e la mia forza? Perché non riesco a fermare le mie compulsioni? Cosa serve mangiare tanto? Perché si diventa nervosi ed ostili? Quale parte del mio cervello non funziona? Ho poca considerazione di me e muoio di vergogna, tanto che non riesco a vedermi allo specchio, mi vergogno di scrivere come mi sento. Mi vengono in mente le parole del medico:" ricordatevi l'obbiettivo, la respirazione, è solo questione di allenamento". Queste cose mi debbono venire in mente prima che mi trasformo no dopo. Pensavo che stavo per uscire dal tunnel, mentre la strada è molto lunga. È proprio vero, la sicurezza è una brutta cosa, non devo mai lasciare la guardia devo stare sempre attento , vigile. Andiamo avanti, ricominciamo, prima o poi vincerò questa battaglia, ne ho vinte tante questa non posso assolutamente perderla ci tengo troppo sia per me, per la mia salute, che per la mia famiglia.
venerdì 9 gennaio 2015
Buon 2015
È bello iniziare l'anno con una bella notizia.
Un grande in bocca al lupo per tutti coloro che hanno iniziato il percorso di Educazione alla Scelta e Consapevolezza.
Tra una chiacchierata con il mio stomaco è una meditazione dopo dieci mesi di grande sacrificio oggi posso dire benvenuta alla nuova Anna.....sono andata a visita di controllo dal nutrizionista e finalmente e arrivato il mio regalo di natale sono scesa sotto i 70 kg sono calata ben 35,500 kg .con questa bella notizia vi voglio dire ancora una volta grazie e augurare a tutti buone feste
venerdì 19 dicembre 2014
Io ce la Posso Fare!
Grazie Tiziana... certo ce la puoi fare
Dal mio diario
.....l'altro giorno riflettevo su come fossi abbattuta per la fine del secondo
ciclo di educazione terapeutica con il dott. PROSPERI e la dott.ssa GUIDI....mi
sentivo un po' persa, privata di qualcosa......ma poi all'improvviso la nuova
me, proprio lei, mi ha dato una bella scrollata portandosi via queste brutte
sensazioni ed ho provato un sollievo, una gioia infinita....io ce la posso
fare, ora, anche da sola...sono forte e determinata nelle mie convinzioni, mi
sento meglio, ho cominciato a dimagrire seriamente, non voglio più guardare
indietro, non voglio più essere dominata dal cibo, nè sentirmi ghettizzata a
forza di parlare di dipendenze, di chili, di paure, angosce....ho voglia di
fare, di ridere, di giocare, ho voglia di rinnovarmi, di stare con persone
positive....non voglio più tornare nel buio della mia caverna....sono una
persona libera che deve perdere peso senza fretta, senza ansie, senza
paure....sono come tutti gli altri....questo è stato il mio traguardo dopo l'educazione terapeutica.
P.S. e oggi mi taglio i capelli!!!!!!
(TIZIANA)
P.S. e oggi mi taglio i capelli!!!!!!
(TIZIANA)
La Smania
Grazie a Vito che , dopo aver completato il percorso, sa che la Smania è sempre in agguato ma...si può sconfiggere
Carissimo gruppo,
ultimamente o meglio da quando sono stato male, mi soffermo a riflettere come diavolo sono arrivato a questo modo di vivere e grazie a Voi e al nostro Prosperi ho capito alcune cose, come quello che alcune volte si ha la smania, una sensazione di avere, di assaggiare o di ingurgitare qualcosa che ti appaga.
Ho preso l'abitudine di scrivere quello che mi accade e le sensazioni che provo e se mi permettete vi descrivo la mia SMANIA.
Ho capito che la smania si incrocia con la noia o meglio, prima viene la noia e subito poi la smania che ti trasforma in una aspirapolvere da frigorifero o da dispensa.
Come un ladro ti guardi intorno, trovi, ingoi, ti riguardi intorno, trovi altro cibo e vai altro ingoio, come un morto di fame, poi ti metti seduto sulla poltrona gonfio come un otre, con pacatezza, senza pensare più niente, rilassandoti completamente non ti accorgi che ti stai trasformando con qualche cm in più in larghezza e con qualche Kg in più.
La tua salute diventa una tortura.
Quindi prima che la Smania ti schiacci, fatti una bella passeggiata, fai un hobby, tieni la mente occupata e se poi non trovi di meglio......... vieni con noi nel nostro gruppo di PROSPEROSI & CO., così quel senso di smania la vinceremo.
(VITO)
ultimamente o meglio da quando sono stato male, mi soffermo a riflettere come diavolo sono arrivato a questo modo di vivere e grazie a Voi e al nostro Prosperi ho capito alcune cose, come quello che alcune volte si ha la smania, una sensazione di avere, di assaggiare o di ingurgitare qualcosa che ti appaga.
Ho preso l'abitudine di scrivere quello che mi accade e le sensazioni che provo e se mi permettete vi descrivo la mia SMANIA.
Ho capito che la smania si incrocia con la noia o meglio, prima viene la noia e subito poi la smania che ti trasforma in una aspirapolvere da frigorifero o da dispensa.
Come un ladro ti guardi intorno, trovi, ingoi, ti riguardi intorno, trovi altro cibo e vai altro ingoio, come un morto di fame, poi ti metti seduto sulla poltrona gonfio come un otre, con pacatezza, senza pensare più niente, rilassandoti completamente non ti accorgi che ti stai trasformando con qualche cm in più in larghezza e con qualche Kg in più.
La tua salute diventa una tortura.
Quindi prima che la Smania ti schiacci, fatti una bella passeggiata, fai un hobby, tieni la mente occupata e se poi non trovi di meglio......... vieni con noi nel nostro gruppo di PROSPEROSI & CO., così quel senso di smania la vinceremo.
(VITO)
martedì 16 dicembre 2014
La Strada per la Consapevolezza
Ringraziamo
l'Undicesimo gruppo per le belle parole sotto riportate e per aver colto il senso del percorso
di Educazione
alla Scelta e Consapevolezza
Ci avete indicato la strada per acquisire la consapevolezza più importante, quella di volerci bene nella speranza di poter percorrere ancora insieme un tratto del nostro percorso…
Ho capito che…
- Non è un percorso semplice
- Non è una scelta facile
- Non è un viaggio da fare in solitaria
- Non è un cambiamento provvisorio o breve
- Non è un fallimento se non si ottengono risultati immediati
Ma ho capito che…
- È un percorso complicato
- È una scelta difficile
- È un viaggio da fare in gruppo, con una o più guide, con aiuti da parte di familiari
- È un cambiamento per sempre, un nuovo stile di vita per la vita, senza scorciatoie, con la consapevolezza di ricominciare ogni volta…
Perché se non
riusciamo subito non è un fallimento ma una nuova esperienza per diventare più
forti e realizzare il nostro obiettivo…
Quindi…quando
ricominciamo?
J.R.R. Tolkien dice:
“Non tutti quelli che vagano si son persi”.
Pertanto grazie per i
“CARTELLI DIREZIONALI” che mi avete indicato in questa parte della mia vita
Nel lungo percorso di
questi due anni ho ritrovato me stessa… ho ritrovato il bandolo della mia
matassa ed ho cominciato a riavvolgerlo… è una sensazione bellissima, di
libertà, di consapevolezza, di benessere… i preziosi insegnamenti di voi
dottori mi hanno fatto riflettere, piano piano ho acceso un lumino e con quello
sono entrata nel buio profondo della mia coscienza per far luce nei luoghi più
bui e ho scoperto che c’è sempre una strada che ti porta alla luce, fuori nel
mondo colorato e meraviglioso che è la nostra vita!! Grazie
Grazie Dott. Prosperi
per la sua disponibilità, gentilezza ed empatia che ha messo in questo lavoro
fatto con me e i miei compagni di avventura. Non sempre queste qualità
accompagnano la professionalità.
Grazie Dott.ssa Guidi
della sua presenza apparentemente silenziosa ma ricca di sorrisi incoraggianti
e consigli che ho seguito perché dati senza cogliere giudizi, anzi vi ho sempre
letto “CE LA FAI”
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